Aumento del prezzo in bolletta: c'è una norma che lo blocca.
La guida su quando e come farla valere

Se hai ricevuto dal tuo fornitore di luce e gas la comunicazione di un aumento del prezzo in bolletta, potresti essere legittimato a non accettarlo. Il decreto Aiuti bis ha infatti introdotto una norma che blocca le variazioni di alcuni tipi di contratto di fornitura fino a maggio del 2023.

La cosiddetta rimodulazione o variazione unilaterale del contratto è la decisione da parte di un fornitore di servizi, senza un accordo da parte del cliente, di cambiare i termini di un contratto già stipulato tramite invio di un preavviso, lasciando a quest'ultimo la facoltà di accettare la variazione o di recedere dal contratto.

In questo periodo di forti rialzi del prezzo del gas e dell'energia elettrica, per evitare che molti fornitori riversino sui propri clienti questi aumenti, il Governo ha introdotto nel decreto Aiuti bis (il DL 115/2022) una norma per salvaguardare le bollette degli utenti attraverso lo stop alle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura gas e luce.

In particolare, fino al 30 aprile 2023 non sono considerate efficaci le clausole che nel contratto permettono al fornitore di modificare le condizioni relative alla definizione del prezzo, anche nel caso in cui sia riconosciuto il diritto di recesso per il cliente.

La norma contenuta nel decreto Aiuti bis non vale tuttavia per tutti i contratti, bensì dipende dalla tipologia di contratto sottoscritto dall'utente.
Innanzitutto, la norma non si può in alcun modo applicare ai contratti che fanno riferimento al mercato tutelato: questo perché le tariffe sono decise direttamente da Arera, l'Autorità garante dell'energia. La norma si applica dunque solo ai contratti del mercato libero, con particolari restrizioni, elencate di seguito:

  • Mercato libero con offerta a prezzo bloccato: SI
    Si tratta di contratti a tempo indeterminato che tuttavia prevedono un prezzo costante per un certo periodo. In questo caso, sono bloccate tutte le variazioni di prezzo dell’offerta.

  • Mercato libero a prezzo variabile: CON RESTRIZIONI
    Nel caso in cui il prezzo dell'offerta si basi sull’andamento di alcuni indici del mercato all’ingrosso (di solito il PUN per la luce e il PSV per il gas), le variazioni che riguardano l’andamento degli indici non rientrano nella casistica del decreto, in quanto subordinate all'oscillazione del mercato.
    Se la comunicazione riguarda invece la variazione di altre voci di costo delle offerte a prezzo variabile, come per esempio le quote fisse dell’offerta, o costi a consumo accessori (ad esempio eventuali spread o fee da aggiungere al prezzo della materia prima), si rientra nella casistica del decreto e, pertanto, tali variazioni non hanno efficacia.

  • Offerte a prezzo bloccato solo per un periodo: NO
    Il decreto non incide sui contratti concepiti con una tariffa fissa per un certo periodo di tempo, ma che prevedevano già una variazione in corso d'opera della tariffa.


Se hai dunque ricevuto una comunicazione di questo tipo e possiedi un contratto che rientra tra quelli coperti dalla norma, l’aumento non è valido: il provider non può pertanto applicare la nuova tariffa. Se la trovi già in bolletta, puoi inviare un reclamo all'indirizzo mail del tuo fornitore di luce e gas, comunicando alla società che non potrà essere applicata ai sensi dell’articolo 3 del DL 115/2022.

Si ricorda infine che sono considerate non valide e dunque assoggettate al diritto di reclamo solo le comunicazioni che prevedono un aumento della tariffa a partire dal 10 agosto 2022, data di entrata in vigore del presente decreto.

Hai bisogno di aiuto? Pitagora Srl può indicarti se il tuo contratto rientra nella casistica del decreto e aiutarti a preparare il reclamo.

Fonte: Altroconsumo

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