Biocombustibili: un’alternativa più green per il pianeta

Per ridurre il consumo di combustibili fossili e la conseguente produzione di anidride carbonica, negli ultimi anni si è sempre più diffusa l’alternativa dei biocombustibili o biocarburanti.

I biocombustibili sono sostanze (solide, liquide o gassose) ottenute mediante il trattamento di residui organici come ad esempio canna da zucchero, olio di palma, grano o mais.

Il loro principale vantaggio è il minor impatto ambientale rispetto ai combustibili fossili, come petrolio e carbone, soprattutto per quanto riguarda le emissioni di CO2.

Ad oggi esistono quattro principali tipologie di biocarburanti, in base alla tecnica di produzione: il bioetanolo, che sfrutta il meccanismo della fermentazione alcolica; il biometano, un biogas prodotto dalla digestione anaerobica di alcuni batteri; il biodiesel, prodotto da oli e grassi esausti tramite un processo detto "transesterificazione"; il bioidrogeno, prodotto principalmente da alghe e la cui reazione lo porta a rilasciare unicamente vapore acqueo durante il processo di combustione.

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