Corso antincendio
Quando serve il rischio alto

Formazione 30 ott 2019

Come previsto dal D.M. 10 marzo 1998, le aziende possono essere classificate in 3 diverse categorie di rischio antincendio: basso, medio e alto.

Vediamo quali sono le caratteristiche delle attività e dei luoghi da lavoro considerati ad elevato rischio di incendio.
Si tratta di attività o luoghi di lavoro o parti di essi, in cui, per la presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.

Tali luoghi comprendono:

• aree dove i processi lavorativi comportano l’utilizzo di sostanze altamente infiammabili – per esempio impianti di verniciatura – o di fiamme libere, o la produzione di notevole calore in presenza di materiali combustibili;

• aree dove c’è deposito o manipolazione di sostanze chimiche che possono, in determinate circostanze, produrre reazioni esotermiche, emanare gas o vapori infiammabili, o reagire con altre sostanze combustibili; aree dove vengono depositate o manipolate sostanze esplosive o altamente infiammabili;

• aree dove c’è una notevole quantità di materiali combustibili che sono facilmente incendiabili;

• edifici interamente realizzati con strutture in legno


Al fine di classificare un luogo di lavoro o una parte di esso come avente rischio di incendio elevato occorre inoltre tenere presente che molti luoghi di lavoro si classificano della stessa categoria di rischio in ogni parte. Ma una qualunque area a rischio elevato può elevare il livello di rischio dell’intero luogo di lavoro, salvo che l’area interessata sia separata dal resto del luogo attraverso elementi separanti resistenti al fuoco.

Una categoria di rischio elevato può essere ridotta se il processo di lavoro è gestito accuratamente e le vie di esodo sono protette contro l’incendio.
Nei luoghi di lavoro grandi o complessi è possibile ridurre il livello di rischio attraverso misure di protezione quali impianti automatici di spegnimento, impianti automatici di rilevazione incendi o impianti di estrazione fumi.

Vanno inoltre classificati come luoghi a rischio di incendio elevato quei locali dove, indipendentemente dalla presenza di sostanze infiammabili e della facilità di propagazione delle fiamme, l’affollamento degli ambienti, lo stato dei luoghi o le limitazioni motorie delle persone presenti, rendono difficoltosa l’evacuazione in caso di incendio.

Ecco una lista, parziale ma esplicativa, di quelle che sono considerate attività ad elevato rischio di incendio:

• industrie e depositi di cui agli articoli 4 e 6 del D.P.R. n. 175/1988, e successive modifiche ed integrazioni;

• fabbriche e depositi di esplosivi;

• centrali termoelettriche;

• impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;

• impianti e laboratori nucleari;

• depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 20.000 mq;

• attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10.000 mq;

• scali aeroportuali, stazioni ferroviarie con superficie, al chiuso, aperta al pubblico, superiore a 5000 e metropolitane;

• alberghi con oltre 200 posti letto;

• ospedali, case di cura e case di ricovero per anziani;

• scuole di ogni ordine e grado con oltre 1.000 persone presenti;

• uffici con oltre 1.000 dipendenti;

• cantieri temporanei o mobili in sotterraneo per la costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi ed opere simili di lunghezza superiore a 50 m;

• cantieri temporanei o mobili ove si impiegano esplosivi

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