Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia: novità dal Decreto 2022

Alla luce delle ultime innovazioni tecnologiche nel settore dell’edilizia, il Ministero per la Transizione Ecologica (MITE) ha approvato il nuovo Decreto 256/2022, relativo ai Criteri ambientali minimi (CAM) che le stazioni appaltanti devono rispettare quando affidano i servizi di progettazione e i lavori per interventi edilizi.
Il decreto, pubblicato in G.U. n. 183 del 6 agosto, abroga il precedente del 2017 ed entrerà in vigore il 4 dicembre 2022.

Cosa sono i CAM

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. Essi favoriscono l'attuazione di un mercato degli appalti improntato alla sostenibilità ambientale, che da un lato contribuisca al raggiungimento degli obiettivi green previsti dall’UE e dal nostro Paese e dall’altro promuova l'innovazione tecnologica, assicurando l’accesso al mercato degli appalti pubblici ad aziende sempre più qualificate, che fanno dell'innovazione e della sostenibilità i pilastri su cui investire e crescere.

I CAM in generale si basano sui principi e i modelli di sviluppo dell’economia circolare, in sintonia con i più recenti atti di indirizzo comunitari, e sono coerenti con un approccio di architettura bio-ecosostenibile, consentendo quindi alle stazioni appaltanti di ridurre gli impatti ambientali generati dai lavori per la manutenzione, ristrutturazione e costruzione di edifici pubblici e dalla gestione dei relativi cantieri.

Tra le varie novità, il Decreto prevede che le stazioni appaltanti, prima della pianificazione di un appalto, aggiornino annualmente l’elenco anagrafe delle opere pubbliche incompiute e suggerisce di «subordinare i nuovi interventi edilizi alla verifica del proprio patrimonio di opere pubbliche incompiute e di preferire, ove lo studio di fattibilità abbia fornito indicazioni in tal senso, il completamento di quanto già avviato». È pertanto ritenuto opportuno «valutare se non sia possibile recuperare edifici esistenti, riutilizzare aree dismesse o localizzare l’opera pubblica in aree già urbanizzate o degradate o impermeabilizzate, valutando di conseguenza la reale esigenza di costruire nuovi edifici, a fronte della possibilità di adeguare quelli esistenti e della possibilità di migliorare la qualità dell’ambiente costruito, considerando anche l’estensione del ciclo di vita utile degli edifici, favorendo anche il recupero dei complessi architettonici di valore storico artistico».

Il Decreto introduce infine le nuove disposizioni dei CAM Rifiuti, che disciplinano cioè tutti gli aspetti che caratterizzano l'affidamento del servizio, la raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, la pulizia e spazzamento e altri servizi di igiene urbana, la fornitura di contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani, la fornitura di veicoli, macchine mobili non stradali e attrezzature per la raccolta e il trasporto di rifiuti e per lo spazzamento stradale.

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