Dizionario dei cambiamenti climatici
I termini da conoscere

Sentiamo sempre più spesso parlare di cambiamenti climatici, soprattutto in relazione alle problematiche ambientali.
E ci capita anche di sentire termini che molto spesso non conosciamo, non sappiamo precisamente a cosa si riferiscono: fenomeni fisici, parole complesse e sigle di organismi poco noti, per fare alcuni esempi.
È per questo, per fare chiarezza, che abbiamo deciso di stilare un vero e proprio dizionario con tutti i termini da conoscere in materia di cambiamento climatico.
L’informazione, la conoscenza e quindi la consapevolezza sono le armi più potenti per combattere il climate change.

• Acidificazione degli oceani
Si parla di acidificazione degli oceani in relazione alla diminuzione del pH degli oceani sul lungo periodo. È causata principalmente dall’assorbimento della CO2 presente nell’atmosfera e dallo sversamento o dal prelievo di sostanze chimiche nei mari.

• Accordo di Parigi
L’Accordo di Parigi è un documento d’intesa tra le nazioni facenti parte dell’UNFCCC, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici, che è stato raggiunto nel dicembre del 2015. Si tratta del documento-chiave per la lotta al riscaldamento climatico dovuto al cosiddetto “effetto serra”. Secondo l’Accordo di Parigi, infatti, è necessario limitare la crescita della temperatura media globale – sulla superficie delle terre emerse e degli oceani – ad un massimo di 1,5/2° C, entro la fine del secolo.

• Adattamento ai cambiamenti climatici
Per adattamento si intendono tutte le strategie e le azioni volte a far sì che ogni Paese riesca ad affrontare i cambiamenti climatici in atto.

• Atmosfera
È l’involucro di gas che avvolge il nostro Pianeta ed è suddivisa in più strati, chiamati sfere. È composta perlopiù da azoto e ossigeno e, in misura minore, da altri gas. Vanno ad intaccare la struttura dell’atmosfera eccessive quantità di CO2 che produciamo noi e vari altri elementi inquinanti.

• Biosfera
Si tratta dell’insieme degli ecosistemi e degli organismi viventi presenti all’interno dell’atmosfera del Pianeta, sulla terra – biosfera terrestre – o negli oceani – biosfera marina, compresa la materia organica priva di vita.

• Cambiamenti climatici
Si definiscono cambiamenti climatici tutte le variazioni dello stato del clima rispetto alla media delle sue proprietà, che persiste per un lungo periodo. Questi cambiamenti possono essere dovuti a processi naturali, come ad esempio le eruzioni vulcaniche, ma possono anche essere indotti, come sta appunto accadendo a causa dell’inquinamento da noi prodotto.

• Clima
Con il termine clima si intende l’insieme delle condizioni medie atmosferiche, ad esempio temperatura, umidità, vento, pressione, precipitazioni, calcolate in una certa area geografica per un periodo di tempo piuttosto lungo, solitamente 30 anni.

• Concentrazione di CO2
È il quantitativo di CO2 presente nell’atmosfera, calcolato in parti per milione – ppm. I dati relativi agli ultimi anni indicano un continuo aumento, dovuto principalmente agli effetti delle attività umane, come nel caso della combustione di fonti fossili – petrolio, carbone e gas.

• COP
Le Conferences of Parties – Conferenze delle Parti – sono dei summit annuali organizzati dall’UNFCCC, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici. È in questa sede che vengono prese le decisioni di maggiore importanza a livello mondiale. Due esempi di cui si sente spesso parlare: COP 3 di Kyoto del 1997 per il Protocollo di Kyoto e COP 21 di Parigi del 2015 per l’Accordo di Parigi.

• Deforestazione
La deforestazione consiste nell’abbattimento degli alberi per motivi commerciali o per ottenere nuovi terreni da destinare all’agricoltura e all’espansione urbana. Questo fenomeno interessa molte zone della Terra, in particolar modo le aree tropicali.
Le conseguenze della deforestazione sono molte, a partire dall’aumento di CO2 nell’atmosfera a causa della diminuzione del numero degli alberi per arrivare all’impoverimento e sterilità del suolo.

• Ecosistema
Un ecosistema è un insieme di organismi viventi – fattori biotici – e di materia non vivente – fattori abiotici – che interagiscono in un determinato ambiente costituendo un sistema autosufficiente e in equilibrio dinamico. Sono esempi di ecosistema il lago e la savana.

• Effetto serra
L'effetto serra è un processo naturale attraverso cui un pianeta trattiene all’interno della sua atmosfera parte del calore dell’irradiazione solare.
A causa dell’eccessivo inquinamento terrestre, questo meccanismo si è danneggiato: l’involucro invisibile di sostanze gassose che avvolge la Terra fa trattenere sempre di più il calore che non riesce ad andarsene completamente, provocando un aumento delle temperature in tutto il Pianeta.

• El Niño
Viene così definita una corrente marina calda che si manifesta periodicamente lungo le coste di Ecuador e Perù. È associata ad una vasta zona di riscaldamento situata nella porzione tropicale dell’oceano Pacifico. El Niño esercita anche una grande influenza sulle precipitazioni in questa e altre regioni del Mondo.

• Fenomeni metereologici estremi
Si tratta di fenomeni considerati rari. In caso di eventi estremi prolungati per un certo periodo di tempo, nello spazio di una stagione ad esempio, si parla di “fenomeno climatico estremo”, come ad esempio nel caso di ondate di siccità che perdurano per mesi.

• Gas ad effetto serra
Nell’atmosfera terrestre ci sono dei gas che trattengono naturalmente una parte del calore dell’irradiazione solare. Oggi si parla in particolar modo di questi gas perché le attività umane ne producono in quantità decisamente eccessiva, tale da compromettere questo meccanismo naturale, facendo sì che venga trattenuta entro l’atmosfera terrestre una quantità di calore eccessiva, che provoca poi un innalzamento delle temperature sul Pianeta.

• Ghiacciai
Sono masse perenni di ghiaccio terrestre formate dalla compressione della neve. Si rinnovano costantemente con gli accumuli in quota che compensano la fusione più in basso. I ghiacciai rappresentano una fonte di acqua potabile per la Terra e i suoi abitanti. Sono però particolarmente vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici.

• Idrocarburi alogenati
Con questo termine vengo raggruppati i composti organici alogenati, fra cui i CFC – clorofluorocarburi, gli HCFC –idroclorofluorocarburi e gli HFC – idrofluorocarburi. Molti di essi hanno un potenziale elevato in termini di riscaldamento globale. Gli idrocarburi alogenati contenenti cloro e bromo contribuiscono inoltre all’impoverimento dello strato di ozono.

• Innalzamento del livello dei mari
È la variazione su scala mondiale e locale del livello della superficie dei mari, provocato da una variazione della massa volumetrica dell’acqua, a seguito di diverse possibili modificazioni. Oggi se ne parla soprattutto in relazione all’innalzamento delle temperature e del conseguente scioglimento dei ghiacciai alpini e delle calotte artica e antartica. Secondo le previsioni degli scienziati, in alcune aree del mondo l’innalzamento del livello dei mari provocherà l’inondazione di vaste terre oggi emerse.

• IPCC
Si tratta del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico – Intergovernmental Panel on Climate Change, creato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l’Organizzazione meteorologica mondiale – OMM ed il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente – UNEP. Composto da esperti e scienziati, il gruppo pubblica ciclicamente rapporti e studi sui cambiamenti climatici.

• Metano
È uno dei gas che contribuisce maggiormente all'effetto serra le cui emissioni devono essere ridotte se si vogliono centrare gli obiettivi climatici indicati dall’Accordo di Parigi. Esso è presente in tutti i combustibili idrocarbonati, ma le emissioni provengono anche da allevamenti e agricoltura.

• Mitigazione dei cambiamenti climatici
Dopo le strategie per l’adattamento ai cambiamenti climatici ci sono anche quelle per la mitigazione: è l’insieme delle decisioni assunte al fine di limitare il riscaldamento globale, principalmente tramite una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.

• Modello climatico
È una rappresentazione numerica del sistema climatico fondata sulle proprietà fisiche, chimiche e biologiche delle sue componenti e sui loro processi di interazione e retroazione. I modelli climatici sono fondamentali per effettuare delle previsioni climatiche mensili, stagionali e sul lungo termine.

• Oscillazione Nord-Atlantica
L’oscillazione nord-atlantica consiste in variazioni opposte della pressione di superficie nei pressi dell’Islanda e delle Azzorre. Corrisponde dunque a delle fluttuazioni della forza dei venti occidentali dominanti attraverso l’Atlantico fino all’Europa. E, di conseguenza, delle fluttuazioni delle depressioni extra-tropicali provocate dal flusso occidentale, nonché dei sistemi frontali ad esse associati.

• Ossidi di azoto
Sono dei gas ad effetto serra le cui emissioni devono essere ridotte se si vogliono centrare gli obiettivi climatici indicati dall’Accordo di Parigi. L’agricoltura rappresenta la principale fonte dell’eccesso di ossidi di azoto nell’atmosfera, anche se non vanno minimizzati i contributi provenienti dai combustibili fossili e dall’industria chimica.

• Ozono
È un costituente gassoso dell’atmosfera. Nella troposfera si forma sia in modo naturale sia a seguito di reazioni fotochimiche che coinvolgono gas provenienti dalle attività umane. L’ozono troposferico agisce come un gas a effetto serra e l’eccesso di questo gas provoca un aumento anomalo di questo fenomeno.

• Permafrost
Si tratta di suolo, compresi ghiaccio e sostanze organiche, la cui temperatura rimane uguale o inferiore agli 0° C per almeno due anni consecutivi.

• Permafrost di superficie
È lo strato superficiale di permafrost, non profondo più di 3,5 metri.

• Protocollo di Kyoto
Il Protocollo di Kyoto fu adottato dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti – UNFCCC nel 1997, nel corso della terza Conferenza mondiale sul clima – COP3. È entrato in vigore il 16 febbraio 2005.

• Protocollo di Montreal
Questo accordo del 1987 aveva come obiettivo la lotta contro l’impoverimento della fascia di ozono nella stratosfera, limitando l’uso umano di specifiche sostanze.

• Rivoluzione industriale
Si indica con questa definizione un periodo di crescita industriale rapida e dalle profonde ripercussioni sociali ed economiche che è iniziato in Gran Bretagna nella seconda metà del XVIII secolo. La rivoluzione industriale segna l’inizio di un aumento importante dell’utilizzo di combustibili fossili e delle relative emissioni di gas a effetto serra, in particolar modo il biossido di carbonio.
Quando si parla di epoca pre-industriale si fa riferimento al periodo precedente a questa rivoluzione industriale.

• Scenario climatico
Si ratta di una rappresentazione verosimile e spesso semplificata del possibile clima futuro. Nei rapporti ufficiali, gli scenari climatici vengono identificati attraverso delle sigle.

• Siccità
Periodo di tempo meteorologico secco in modo anormale, causato da un anomalo deficit di precipitazioni, in una data regione e sufficientemente lungo da causare un grave squilibrio idrologico.

• Strato di ozono
La stratosfera contiene un sottostrato di ozono chiamato spesso “ozonosfera”. Esso si estende approssimativamente dai 12 ai 40 km di altitudine, con una concentrazione massima tra i 20 e i 25 km.

• Temperatura dell’aria sulla superficie terrestre delle terre emerse
È la temperatura dell’aria in superficie, misurata al riparo dai venti, a circa 1,5 m di altezza.

• Temperatura dell’aria sulla superficie dei mari
È la temperatura media dei primi metri delle acque oceaniche, misurata grazie a navi, boe ancorate e boe alla deriva. Oggi vengono utilizzati anche i satelliti, che grazie ai raggi infrarossi sono in grado di misurare la cosiddetta “temperatura pellicolare”, ovvero quella della prima frazione di millimetro della superficie marina.

• Temperatura del suolo
È la temperatura che può essere misurata a diversi livelli di profondità del suolo.

• Tempi di risposta
È il tempo necessario al sistema climatico e alle sue componenti per ritrovare l’equilibrio dopo una forzatura dovuta a processi esterni.
Il tempo di risposta della troposfera, ad esempio, è abbastanza corto: da qualche giorno a qualche settimana. Mentre quello della stratosfera è generalmente di numerosi mesi. Per quanto riguarda gli oceani, poi, in ragione della loro capacità termica elevata, i tempi di risposta sono molto più lunghi: variano normalmente da alcuni decenni, a secoli, fino anche a millenni. È per questo che il sistema complesso formato dalla superficie terrestre e dalla troposfera presenta tempi di risposta particolarmente lunghi, poiché determinati principalmente dagli oceani.

• UNFCCC
Si tratta della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Nata il 9 maggio 1992 a New York, è sotto la sua egida che sono stati approvati, ad esempio, il Protocollo di Kyoto e l’Accordo di Parigi.

• Uso delle terre
Per uso delle terre si intende l’insieme delle disposizioni, attività e altri apporti di vario tipo che incidono sulla copertura terrestre. Si tratta, altresì, di un termine utilizzato per definire gli obiettivi sociali ed economici dello sfruttamento delle terre, come nel caso di pascoli, foreste o agricoltura.
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