Ecobonus 110%
Ecco gli interventi per usufruirne

News 27 lug 2020

L’Ecobonus 110% è uno dei provvedimenti che costituiscono il D.L. n. 34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio, voluto dall’attuale Governo per dare una spinta e nuova vitalità all’economia del Paese dopo l’esperienza traumatica della pandemia.
È un modo, se vogliamo, “illuminato” di guardare al futuro: far ripartire l’economia attraverso le tematiche ambientali.

L’Ecobonus, infatti, riguarda tutti quegli interventi volti all’efficientamento energetico e sarà fruibile dall’ 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 – è attualmente in discussione alla Camera per la definitiva conversione in legge.

Sappiamo bene che una detrazione del genere è molto allettante: si tratta, in pratica, di effettuare dei lavori totalmente gratis.
Ma questi lavori devono rispettare determinati parametri, stabiliti per legge e devono essere corredati di una documentazione assai scrupolosa.

Quali sono gli interventi che possono usufruire dell’Ecobonus 110%?
Si tratta di interventi trainanti ad alta efficienza energetica, che garantiscano il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, che sono:

• cappotto termico, che deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio. Tetto massimo: la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 60.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio;

• interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione – non integrazione – degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti centralizzati a condensazione, a pompa di calore, ibridi, geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, microcogenerazione. Tetto massimo: la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito;

• interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione – non integrazione – degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti a pompa di calore, ibridi, geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, di microcogenerazione. Tetto massimo: la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.

Questi sono gli interventi trainanti, cioè che danno diritto alla detrazione del 110%. Se contestualmente si effettuano altri lavori di efficientamento, come la sostituzione degli infissi o l’istallazione di schermature solari, anche questi verranno compresi nel totale dei lavori.

Come si ottiene l’Ecobonus 110%?
Secondo il Decreto Rilancio si può usufruire dell’Ecobonus 110% secondo queste modalità:

• la possibilità di fruire della detrazione del 110% in 5 anni;

• lo sconto in fattura anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e altri intermediari finanziari;

• il credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Qual è la documentazione da presentare per ottenere l’Ecobonus 110%?
Questo superbonus è tanto allettante quanto sarà complessa la burocrazia alle sue spalle, così come saranno attenti i controlli e severe le sanzioni.
Serve innanzitutto una progettazione scrupolosissima degli interventi che si andranno a fare ad opera di un professionista – niente autocertificazioni, moduli pre-compilati o progettini generici.
Per iniziare i lavori in un condominio sarà necessario il via libera per i lavori sulle parti comuni.
In tutti i casi, sarà necessario attendere l’avvio delle procedure dell’Agenzia delle Entrate per richiedere il visto di conformità che commercialisti e CAF dovranno rilasciare per poter procedere con la richiesta del bonus e la cessione del credito.
Serve poi l’Attestato di Prestazione Energetica – APE, per certificare che i lavori porterebbero un miglioramento di almeno due classi energetiche, come richiesto dalla legge. Ovviamente, la certificazione, effettuata esclusivamente da professionisti abilitati e iscritti all’albo, va eseguita sia prima che dopo i lavori.
Bisognerà poi comunicare i dati degli interventi esclusivamente in via telematica secondo quanto disposto con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Le sanzioni
Per ogni documento infedele rilasciato dal cittadino è prevista una sanzione che va dai 2.000 ai 15.000 euro, a cui si somma l’immediata decadenza dei benefici previsti dall’Ecobonus.
Inoltre, in caso di mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto all’Ecobonus 110%, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero delle somme corrispondenti alla detrazione non spettante.
Non solo: l’importo che l’Amministrazione Finanziaria recupererà sarà maggiorato con l’applicazione di interessi e sanzioni.

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