Ecobonus 2020
Cosa prevede il Decreto Rilancio

News 07 lug 2020

Dopo l’inatteso stop all’economia a seguito della pandemia di Covid-19 il Governo italiano ha varato una lunga serie di provvedimenti – ben 266 articoli – raccolti nel D.L. n. 34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio.
Si tratta di una vera e propria manovra finanziaria da 55 miliardi di euro il cui obiettivo è quello di sostenere le famiglie, le imprese e il Paese tutto dopo un periodo di grandissima difficoltà.

Uno dei provvedimenti contenuti nel Decreto Rilancio, quello che ha suscitato maggiormente l’interesse di tutti, è sicuramente il cosiddetto Ecobonus.
Di cosa si tratta?
Con l’Ecobonus vengono introdotte nuove importanti detrazioni fiscali che riguardano le spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico, che saranno fruibili per un periodo compreso fra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.
Con questa scelta il Governo italiano dimostra quanto il “green” sia importante e valido, non solo per la sopravvivenza del nostro pianeta, ma anche perché è realmente una grande opportunità di rilancio economico, specialmente in un momento storico come questo.

Il Decreto Rilancio è in discussione alla Camera proprio in questi giorni: a breve verrà convertito in legge; dopodiché sarà possibile usufruire del tanto atteso Ecobonus.
Oltre alla detrazione del 50% che riguarda vari interventi di ristrutturazione, fra cui anche gli interventi riguardanti la bonifica dall’amianto e il contenimento dell’inquinamento acustico, è stata introdotta anche una detrazione pari al 65% per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A con contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti.

Ma il bonus più atteso è, senza dubbio, quello del 110%, che copre una serie di interventi specifici, mirati all’efficientamento energetico.

Per ottenere questo superbonus si devono effettuare degli interventi trainanti ad alta efficienza energetica, che garantiscano il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, che sono:

• cappotto termico, che deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio;

• interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione – non integrazione – degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti centralizzati a condensazione, a pompa di calore, ibridi, geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, microcogenerazione;

• interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione – non integrazione – degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti a pompa di calore, ibridi, geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, di microcogenerazione.
Solo uno di questi interventi garantisce la detrazione del 110%. Si possono poi abbinarvi altri interventi sempre volti all’efficientamento energetico, come, ad esempio, la sostituzione degli infissi e l’installazione di schermature solari.







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