Fitofarmaci e api
I rischi nell’uso dei fitofarmaci

News 27 nov 2019

Il nome fitofarmaco sta ad indicare una sostanza che viene utilizzata come “cura”, come vero e proprio medicinale per le piante.
I fitofarmaci vengono infatti utilizzati per affrontare le patologie delle piante, per contrastare l’attacco da parte di organismi esterni e per liberarle dalle infestanti.
Hanno dunque la stessa funzione dei farmaci per noi esseri umani.
E noi esseri umani sappiamo bene che i farmaci sono sostanze, anche molto pericolose talvolta, da prendere solo in casi specifici ed a dosi precise, stabilite dai medici e che, per la loro natura di sostanze estranee, presentano innumerevoli controindicazioni ed effetti collaterali.
Sappiamo inoltre che un farmaco è tanto pericoloso che è sempre monitorato dalle autorità competenti e non può essere smaltito nei normali cassonetti destinati ai rifiuti urbani.

Lo stesso discorso vale per i fitofarmaci: utilissimi, anzi necessari in moltissimi casi, ma anche potenzialmente assai pericolosi.
Quali sono i rischi correlati all’uso dei fitofarmaci?
L’esposizione ai fitofarmaci può essere:
• diretta: per chi li produce e per chi li usa nelle operazioni agricole;
• indiretta: per chi vive o frequenta gli ambienti in cui vengono utilizzati;
• alimentare: a cui siamo potenzialmente tutti esposti.

Per ridurre il rischio di esposizione nelle fasi di produzione è necessaria una corretta progettazione degli impianti e l’utilizzo di adeguati mezzi protettivi individuali, il controllo sanitario ed il monitoraggio dei lavoratori esposti.
Durante la manipolazione di tali sostanze, i fattori che maggiormente favoriscono il pericolo di intossicazione sono quelli relativi all’inosservanza delle leggi in materia: l’ignoranza di chi utilizza questi prodotti, l’assenza di depositi specificatamente adibiti, un’errata etichettatura dei prodotti, il mancato utilizzo dei sistemi di protezione durante l’uso.
L’esposizione alimentare spesso viene considerata una via di esposizione meno pericolosa per via delle basse concentrazioni dei principi attivi sugli alimenti al momento del consumo, ma interessa potenzialmente tutti e può avere ripercussioni su vasta scala e a lungo termine.

Abbiamo fatto questa lunga introduzione all’argomento “pericolosità dei fitofarmaci” per arrivare a parlare di un problema assai sentito in questi ultimi anni: l’uso dei fitofarmaci sta sottoponendo a un rischio serissimo la popolazione mondiale delle api.
Molti dei fitofarmaci utilizzati quotidianamente in agricoltura, oltre a svolgere il compito per cui sono stati creati, stanno causando una grande moria di api, che entrano loro malgrado in contatto con queste sostanze.
Il problema è di enorme portata: venendo a mancare l’insetto impollinatore per eccellenza, la riproduzione delle specie vegetali è seriamente messa a repentaglio.
Quello che potrebbe parere un effetto collaterale di secondaria importanza, dopo i danni sull’uomo, è invece di una gravità eccezionale: l’impollinazione effettuata ad opera delle api garantisce la riproduzione naturale delle specie vegetali.
Stiamo parlando del potenziale rischio di estinzione di molte varietà di piante dovuto alla mancanza dell’attività delle api.
A questo punto dovremmo chiederci: per garantire alcune produzioni commercialmente vantaggiose, siamo disposti a sacrificare il patrimonio vegetale del Pianeta?

È per questo motivo che la legge sui fitofarmaci si fa di anno in anno sempre più rigida e stringente e richiede agli operatori del settore una sempre maggiore attenzione e sensibilità.

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