Il cambiamento climatico in Italia
Cosa sapere

Il cambiamento climatico riguarda l’intero Pianeta: le problematiche ambientali e di conseguenza climatiche derivate dall’attività umana sono riscontrabili in tutto il globo.
Queste tematiche vengono da anni studiate ed esaminate, le informazioni relative vengono diffuse attraverso ogni possibile mezzo di comunicazione, nel tentativo di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica verso quelli che sono problemi che riguardano tutti noi, l’ambiente in cui viviamo ed il nostro futuro.
Purtroppo, per tanti motivi, questi argomenti sono per molti di secondaria importanza e la loro soluzione pare tutt’oggi ancora molto complicata.

L’Italia, nonostante l’aspetto vivo e rigoglioso della sua natura, che la rende famosa e invidiata in tutto il Mondo, non è di certo esente da queste problematiche. Anzi, al contrario: l’IPCC, il panel di scienziati del clima istituito dall’ONU, da anni mette in guardia gli Stati sugli effetti devastanti del cambiamento climatico ed ha individuato il bacino del Mediterraneo come una delle zone più esposte.
Anche un ente italiano, l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale – è arrivata alle stesse conclusioni attraverso i suoi studi: “In Europa l’incremento più elevato della temperatura si verifica nel Sud e nella regione artica; la maggiore riduzione delle precipitazioni si verifica nel Sud Europa…”.

siccità

A dare maggiore valore a questi studi si aggiungono i dati dell’EEA – European Environment Agency, l’Agenzia Europea per l’Ambiente, che, in un report del 2016 ha stimato che in Italia, nel periodo che va dal 1980 al 2013, le perdite ed i danni economicamente rilevabili causati dal cambiamento climatico ammontano a poco meno di 60 miliardi di euro.
Spesso, infatti, se non si capisce la portata della gravità della situazione che stiamo vivendo in termini di qualità della vita e di aspettative future, forse dando qualche numero e parlando in termini di euro è più facile ottenere l’attenzione di una maggiore fetta di pubblico.
Aggiungiamo allora un’altra informazione di natura economica, usiamo di nuovo il linguaggio in euro: secondo i dati di Italia Sicura, il nostro Paese è tra i primi al mondo per risarcimenti e riparazioni di danni da eventi legati al dissesto climatico. Sono 61,5 i miliardi di euro spesi tra il 1944 ed il 2012 solo per i danni provocati dagli eventi estremi nel territorio italiano.
E ancora: secondo uno studio della Coldiretti dell’agosto 2017 il cambiamento climatico dal 2007 al 2017 ha provocato in Italia danni alle coltivazioni per 14 miliardi di euro.

Parliamo anche di ciò che dovrebbe starci maggiormente a cuore, la salute: l’Istituto Superiore della Sanità ha dichiarato che il cambiamento climatico è già un killer globale su vasta scala. Alcuni dei sui effetti sono: l’aumento delle malattie trasmissibili, la maggior facilità di diffusione delle malattie e delle infezioni, l’aumento delle patologie psicologiche – depressione, stati di ansia, insonnia, paure, malesseri psichici generalizzati, l’aumento delle malattie ai danni di bambini ed anziani, l’aumento delle malattie trasmesse dagli animali all’uomo e la riduzione della disponibilità e della qualità delle acque, con conseguenze sull’igiene.
Senza contare poi i dati di uno studio sul clima di Legambiente del 2018, che mostra i risultati dell’esame di 23 città italiane: si possono attribuire alle ondate di calore 23.880 morti tra il 2005 e il 2016.

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