INTERVISTA FABRIZIO PERUZZI

Luglio 2002 – luglio 2022: Pitagora festeggia i suoi primi 20 anni. Ripercorriamo la sua storia in poche istantanee?

FABRIZIO PERUZZI: La storia di Pitagora, come per molte aziende, inizia da una piccola situazione e va con il tempo progredendo. Abbiamo cominciato la nostra avventura insieme al Fondatore Mario Laera nella sede di Bettolle, punto strategico in quanto in prossimità dello snodo autostradale. Ciò ci ha sicuramente consentito di sviluppare i vari rapporti con le aziende e con i soggetti terzi. Nel momento in cui la nostra attività si è espansa, abbiamo deciso di costruire un nuovo edificio, vale a dire la sede attuale di Montepulciano; contestualmente, abbiamo espanso i nostri orizzonti nella Valdelsa, prima a Poggibonsi e poi a Colle di Val d’Elsa e infine, più recentemente, nel territorio fiorentino.

Facciamo un salto indietro nel tempo: qual è il tuo primo ricordo?

FABRIZIO PERUZZI: Parlare di ricordi sarebbe un’esplosione, in quanto la nostra fortuna è quella di lavorare con tante persone e con su tanti progetti, con tante aziende e con tanti privati; di conseguenza, non vorrei essere banale ma ogni lavoro scatena in me dei ricordi piuttosto importanti. Quelli che tuttavia mi danno maggiormente soddisfazione, sono legati all’aver avviato settori inizialmente inesplorati, come il mondo delle energie rinnovabili; avventurarsi nel mondo della burocrazia e della nuova tecnologia, quando all’epoca eravamo ancora agli albori, per me è stato un bel traguardo.

In questi venti anni di attività, come si è trasformato il settore della sicurezza sul lavoro?

FABRIZIO PERUZZI: La sicurezza sul lavoro si è trasformata di pari passo con l’evoluzione della tecnologia e della tecnica. Non a caso, inizialmente sviluppavamo progetti o documenti in formato cartaceo, così come le checklist e le varie procedure. Oggi riusciamo a ottimizzare i sistemi, trasmettendo i documenti per via elettronica e mettendo a disposizione del cliente gli archivi in cloud e su spazi web riservati. Questo consente di velocizzare il servizio e anche di risparmiare tanta carta.

Cosa vorresti dire a tutte le persone che in questo momento stanno condividendo un pezzetto della loro vita professionale con te?

FABRIZIO PERUZZI: Dopo ormai più di vent’anni di esperienza, posso permettermi di dire ai miei colleghi e collaboratori che sono fortunati a lavorare in un grande team che offre l’opportunità di sviluppare più settori e pertanto di spaziare a 360 gradi nel settore dell’ingegneria, della sicurezza e della formazione. Lavorare in Pitagora è un orgoglio, una soddisfazione e un’opportunità per tutti noi che ne facciamo parte di crescere e accrescere la nostra qualifica professionale.

Come vedi Pitagora nel futuro? Quali sono gli obiettivi che speri verranno raggiunti?

FABRIZIO PERUZZI: Per guardare Pitagora nel futuro, posso pensare di voltarmi e guardare tutto ciò che ha fatto in questi vent’anni di attività. Pitagora ha cercato sempre di tracciare la strada anticipando i tempi, e di essere sempre presente nel momento in cui le normative o le tecnologie ci davano la possibilità di entrare nel mercato con i nostri servizi, con la consulenza, la formazione, la progettazione. Quello che Pitagora dovrà fare in futuro, è dunque di continuare su questa retta via, poiché ci ha dato tanti frutti e spero continuerà a darceli; cercare di essere sviluppatori delle esigenze del momento, di carpire quali sono le opportunità ed essere bravi nel metterle in atto e a servizio dei nostri clienti, per poter farli crescere e per crescere noi insieme a loro.

Ultima domanda: tante cose cambiano in 20 anni, ma cosa ti dà ancora soddisfazione “come il primo giorno”?

FABRIZIO PERUZZI: La soddisfazione che posso avere tutt’oggi come vent’anni fa nel lavorare in Pitagora è essenzialmente una sola: sapere che nuovi clienti e nuove persone scelgono noi, perché in noi vedono un punto di riferimento. Sentirsi dire “fortunatamente ho trovato una struttura che è in grado di darmi tutti i servizi di cui ho bisogno”, dalle persone che si rivolgono a Pitagora, è per noi la più grande soddisfazione.

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