Investimenti
Le rinnovabili continuano a crescere

News 17 lug 2020

La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto senza precedenti in molti settori dell’economia globale, compreso quello energetico.
Dall’inizio dell’emergenza si è verificato un drastico calo delle richieste di energia, dovuto alle misure restrittive adottate dai governi per affrontare la pandemia – l'interruzione delle attività commerciali e industriali e le restrizioni nel settore dei trasporti.
Il dato che maggiormente colpisce – positivamente – è che a subire le conseguenze di questa situazione unica e imprevedibile sono state le fonti energetiche tradizionali, o più semplicemente i combustibili fossili: i consumi di carbone sono scesi dell’8%, quelli di petrolio del 5% e quelli di gas del 2%.
Le fonti di energia rinnovabili, invece, hanno dimostrato una certa resistenza nei confronti della crisi, facendo registrare persino un incremento nelle forniture. Sicuramente ad influire positivamente sono stati principalmente due fattori: gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sono per lo più al riparo sia dalla diminuzione della domanda di energia elettrica sia dal calo dei prezzi visto che hanno contratti a prezzo fisso e hanno accesso prioritario alla rete.
Inoltre, in questa prima parte dell’anno si sono cominciati a raccogliere i frutti degli investimenti effettuati nel settore delle rinnovabili nel 2019.

Nonostante questo, il rischio di uno stallo potrebbe essere alle porte, dovuto, in primis, allo stop forzato delle attività di costruzione di nuovi impianti per le rinnovabili, che ha causato, inevitabilmente, ritardi nel completamento dei progetti in essere. Inoltre, l’incertezza economica generale si riflette anche sugli investimenti da parte dei privati nel settore delle energie rinnovabili. In ultimo, gli attuali bassi prezzi del petrolio e del gas stanno rendendo le rinnovabili meno competitive in termini di costi nel breve periodo.

Ma in uno scenario economico globale così precario come quello che stiamo vivendo anche in questo periodo appena successivo alla pandemia, molti governi si stanno rendendo conto che le fonti energetiche rinnovabili non sono solo una necessità prioritaria per il benessere del pianeta e per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dai vari accordi sul clima, ma rappresentano anche una enorme opportunità di rilancio per l’economia.
È esattamente quello che sta avvenendo in Italia con il D.L. n. 34/2020 detto “Decreto Rilancio” e con il Next Generation EU – The Recovery Plan for Europe dell’Unione Europea: la conversione verde diviene strumento essenziale e necessario per il rilancio e la ripresa dell’economia.
L’Unione Europea ha recentemente approvato il Piano di Investimento per l'Europa Sostenibile, il pilastro degli investimenti dell'European Green Deal. Il piano è destinato a mobilitare attraverso il bilancio UE, gli strumenti associati e i fondi privati, circa 1.000 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni.
In tale ottica un ruolo importante sarà svolto dalla Banca Europea per gli Investimenti – BEI, che, con la sua strategia per il clima e la sua politica di prestiti per l’energia adottate già dallo scorso anno, si sta affermando come la Banca Europea per il Clima: le nuove attività di finanziamento saranno incentrate sull'efficienza energetica, sulle energie rinnovabili, sulle nuove tecnologie verdi e su tutte le infrastrutture energetiche necessarie per la transizione; inoltre, terminerà definitivamente i finanziamenti per i progetti nel settore dell'energia da combustibili fossili a partire dalla fine del 2021.


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