L' invasione di cavallette in Africa
E le ripercussioni sull'economia

News 13 mar 2020

Quello che stiamo vivendo è senza dubbio un periodo difficilissimo, in ogni parte del mondo. In Europa, in Asia e adesso anche in America siamo alle prese con il Coronavirus, che ha causato una grave pandemia, che ci sta facendo vivere una realtà di isolamento mai provata prima e in Africa da mesi imperversa una tremenda invasione di cavallette, come non se ne vedeva da almeno un quarto di secolo.
Un’invasione di cavallette di questa portata sta avendo gravissime ripercussioni sulla vita e sull’economia del continente africano, già notoriamente svantaggiato.

Di cosa si tratta
Si tratta di una vera e propria tempesta di cavallette, nello specifico la Schistocerca Gregaria, che sta devastando tutti i raccolti, tutta la vegetazione del Corno d’Africa: sono interessati da questo fenomeno Kenya, Etiopia, Eritrea, Somalia, Mozambico, Tanzania, Sud Sudan e Sudan e l’estensione potrebbe ulteriormente ampliarsi.
In questo scenario, che potremo definire biblico, un’enorme nube composta da centinaia di miliardi di insetti percorre chilometri e chilometri ogni giorno, divorando ogni forma di vegetazione che si trovi sul suo cammino.
Per far meglio comprendere la portata di questo fenomeno, diciamo che uno sciame di cavallette può arrivare ad avere una dimensione equivalente alla superficie del Lussemburgo, circa 2400 chilometri quadrati ed ha la capacità di percorrere anche 150 chilometri in un solo giorno, distruggendo raccolti che avrebbero potuto sfamare intere popolazioni per mesi.
Ad aggravare la situazione concorre anche la capacità di riproduzione di questi insetti, il cui numero potrebbe aumentare di cinquecento volte da qui a giugno se non si agisce in tempo con adeguate misure di contenimento.
Questa situazione sta dando origine ad una crisi umanitaria che sta lasciando ben 19 milioni di persone senza cibo. L’allarme è stato lanciato ormai da settimane dalla Fao, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura: la situazione si sta protraendo a ritmi costanti dallo scorso dicembre e rischia, con le sue ripercussioni, di mettere in ginocchio l’intero continente africano.

Le cause
Il motivo di questo spostamento in massa di cavallette è, fondamentalmente, legato ai cambiamenti climatici. Negli ultimi mesi dello scorso anno si sono registrate, nella zona del Corno d’Africa, delle anomalie climatiche nell’alternanza di stagione secca e umida; inoltre, l’Africa orientale è stata colpita di recente da due cicloni consecutivi. In seguito agli sconvolgimenti climatici e agli eventi che ne sono conseguiti e a causa delle correnti dei monsoni, gli sciami di insetti si stanno spostando verso il Nord Africa e persino verso il Sud-est asiatico.
Ricordiamo che il cambiamento climatico è responsabile anche di fenomeni più o meno contemporanei all’invasione di cavallette in Africa, come gli incessanti incendi in Australia e l’aumento delle temperature in Antartide, salite fino a 20°C.

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