Microplastiche: una minaccia invisibile per il nostro pianeta

Ogni anno nel mondo vengono prodotte circa 60 milioni di tonnellate di plastica, quasi la metà delle quali divengono rifiuti.

La plastica è un polimero sintetico che, se sottoposto a determinati processi chimici, quali ad esempio l’esposizione ai raggi ultravioletti o le alte temperature, si degrada in particelle più piccole, prendendo il nome di "microplastica”.

Queste particelle, apparentemente invisibili e impercettibili dall’uomo, costituiscono ad oggi il più grande pericolo per l’ecosistema: una volta in mare, infatti, la microplastica viene ingerita dalla fauna marina, causando danni genetici, alterazioni della catena alimentare e dunque un generale squilibrio all’ecosistema marino.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), ogni chilometro quadrato di oceano contiene in media più di 60.000 particelle di microplastica e il Mar Mediterraneo risulta uno dei mari più inquinati al mondo, concentrando circa il 7% del totale globale di microplastica.

Le microplastiche si accumulano inoltre tramite degradazione di altri materiali polimerici, quali detergenti, cosmetici, fibre tessili e pneumatici.

Secondo vari studi effettuati, si stima che una persona possa assimilare ogni anno dai 2 ai 5 grammi di plastica nel proprio organismo. Il problema tuttavia non si ferma solo a questo: i polimeri di microplastica sono infatti capaci di legare chimicamente con altre sostanze tossiche, quali metalli pesanti e bisfenoli, e perciò di veicolarle all’interno degli organismi, provocando alterazioni al sistema endocrino e conseguenti danni al sistema genetico.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica si è impegnata a trovare soluzioni in grado di ridurre la concentrazione di microplastiche nel nostro pianeta, quali ad esempio l’impiego di alghe, microrganismi e batteri marini in grado di assorbire o trasformare le microplastiche, o ancora l’installazione di reattori a membrana negli impianti di trattamento delle acque reflue, capaci di eliminare fino al 99,9% di particelle di microplastica per litro.

Anche l’Unione Europea ha preso negli anni importanti decisioni volte alla riduzione della produzione di microplastiche, tra cui i divieti all’uso di plastica usa e getta, il miglioramento del circuito del riciclo e il divieto di utilizzo di microplastiche in alcuni prodotti del settore cosmetico.

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