Quanto si mantiene il cibo nel frigo
E come organizzarlo

News 22 apr 2020

La conservazione degli alimenti è un tema molto importante per la nostra salute, sia che si tratti delle scorte delle attività di ristorazione e di produzione di alimenti, sia che si tratti della spesa quotidiana che riponiamo nel nostro frigorifero di casa.
Spesso, purtroppo, si sottovaluta questo aspetto: si apre il frigo, si mette tutto dentro, aspettandoci che tutto il lavoro di conservazione lo faccia lui. Invece anche noi abbiamo delle responsabilità e dei compiti precisi se volgiamo conservare al meglio i nostri cibi, se vogliamo che non si deteriorino o contaminino.

Vediamo insieme come sfruttare al meglio il frigorifero e come praticare una corretta conservazione degli alimenti. L’importante è utilizzare al meglio questo elettrodomestico e conoscere un minimo i tempi di conservazione degli alimenti che utilizziamo più frequentemente.

L’organizzazione del frigorifero
• First in first out
: ovvero, chi prima entra prima esce. Colloca le tue scorte secondo la scadenza: le scadenze più brevi davanti, quelle più lontane dietro. Questo consente di avere sempre sotto gli occhi gli alimenti da consumare per primi, evitando spiacevoli scadenze e sprechi di cibo.
• Attenzione alla temperatura: accertati sempre che la temperatura del frigo sia compresa fra i 2 e i 4/5°C. E per permettere al frigo di essere sempre efficiente, non riempirlo troppo e non addossare gli alimenti alle pareti, in modo da consentire una corretta circolazione del freddo.
• Utilizza contenitori chiusi: ogni volta che riponi un cibo in frigo, fai in modo che sia sempre protetto o con pellicole alimentari o all’interno di contenitori chiusi, per evitare che i cibi entrino a contatto gli uni con gli altri, contaminandosi a vicenda.
• Ogni cosa al posto giusto: in genere si procede così: in basso frutta e verdura, subito sopra carne e pesce, nei ripiani centrali alimenti cucinati e confezionati, formaggi e latticini, in alto conserve e uova, nello sportello bottiglie di bevande e salse.

Quali sono i tempi di conservazione degli alimenti in frigo?
Il deterioramento degli alimenti dipende da tanti fattori, riconducibili a due principali gruppi: fattori intrinseci – cioè legati alla loro stessa natura e si parla quindi di fenomeni come lo sviluppo di microrganismi, l’ossidazione dei grassi, la denaturazione delle proteine – e fattori estrinseci – cioè legati alla conservazione.
Ecco perché è importante l’organizzazione del frigo: ogni cosa deve stare alla temperatura ideale per la propria conservazione, proprio per evitare l’accelerazione dei processi di deterioramento e, di conseguenza, anche di contaminarne degli altri.
Ad ogni modo, non si può conservare in eterno, esiste un tempo massimo entro il quale un determinato alimento conserva la sua freschezza e oltre il quale è consigliabile non consumarlo.

Vediamo quali sono i tempi di conservazione dei vari alimenti.
• I formaggi: a pasta dura fino a 3-4 mesi, anche dopo l’apertura; a pasta molle se non aperti 2-3 settimane, se aperti 1-2 settimane; freschi 3-4 giorni; a pasta filata se non aperti 1-2 settimane, se aperti 2-4 giorni; la ricotta ottenuta con latte pastorizzato una settimana, con latte crudo va consumata entro 48 ore dall’apertura.
• Il latte: pastorizzato fresco va consumato entro 48 dall’apertura; pastorizzato ad alte temperature dura in frigo fino a 5-6 giorni.
• La carne: bovina in confezione o in un piatto avvolta da pellicola può stare in frigo fino a 4 giorni nel caso di tagli sottili e fino a una settimana per i tagli più grandi; per la carne suina vale la stessa distinzione, ma le durate sono tutte inferiori; pollo e coniglio se interi e privati delle interiora possono stare in frigo una settimana, a pezzi 4 giorni.
• I salumi e gli affettati: si possono conservare in frigo 4-5 giorni, se in tagli grandi fino a una settimana.
• Il pesce: 4-7 giorni.
• Le uova: se integre un mese, se lavorate – ad esempio in impasto con zucchero per fare i dolci – e accuratamente coperte, massimo 3 giorni.
• Frutta e verdura: da una a 3 settimane.

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