Soluzioni alternative per il pianeta: il robot-pesce che acchiappa le microplastiche

La contaminazione da microplastiche è ormai un dato di fatto: sebbene non siano ancora del tutto chiare le conseguenze che possono avere sull’ambiente, è invece certo che le microparticelle sono a oggi ampiamente diffuse su tutto il Pianeta, in particolare nei mari e negli oceani.

Per questo motivo, gli scienziati di tutto il mondo stanno studiando diverse soluzioni per monitorare e catturare i frammenti di polimeri plastici di dimensioni inferiori a 5 mm.
In particolare, un team cinese ha appena presentato un prototipo di robot a forma di pesce che riesce a muoversi nell’acqua e assorbire microplastiche.

Nel cercare sostanze alternative a idrogel ed elastomeri, altrimenti inadatte agli ambienti marini, il team ha avuto l’intuizione di utilizzare la madreperla, materiale che molti molluschi secernono per il loro guscio interno.

La macchina misura appena 15 mm, è flessibile e resistente, e ha una luce infrarossa nella coda che, accendendosi e spegnendosi, la fa muovere spingendo il pesce-robot in avanti, a simulare il nuoto. La velocità che è in grado di raggiungere è anche maggiore di quella degli altri robot simili, arrivando a percorrere la lunghezza del proprio corpo per 2,67 volte in un secondo. L’efficienza della macchina è infine tale da essere in grado di rigenerarsi se danneggiata.

Nel corso del suo spostamento il robot è in grado di assorbire e trasportare microplastiche e, secondo il team che ha lavorato al progetto, potrebbe essere un prezioso strumento per contrastare la contaminazione degli oceani legata a queste particelle.

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