La Dichiarazione di Rispondenza è stata introdotta dal D.M. 37/08 ed è un documento sostitutivo della Dichiarazione di Conformità, prevista dalla Legge 46/90 e regolamentata dal D.P.R. 447/91, con lo scopo di andare a sanare dal punto di vista documentale quegli impianti in cui la Dichiarazione di Conformità non fosse presente o reperibile. Risulta quindi fondamentale la definizione dell’ambito temporale su cui può agire la Dichiarazione di Rispondenza, che riguarda i soli impianti realizzati tra la data dell’entrata in vigore del D.P.R. 447/91 (e contestuale nascita della Dichiarazione di Conformità) ed il 27/03/2008 (data dell’entrata in vigore del D.M. 37/08 con l’introduzione della Dichiarazione di Rispondenza). Gli impianti per i quali si intende rilasciare la dichiarazione di rispondenza devono essere realizzati secondo la Regola dell’Arte, ossia rispettano al momento della loro messa in servizio:

  • La legislazione vigente;
  • La normativa tecnica di settore;
  • Le regole di perizia (in rapporto a ciascun impianto, le cui particolarità devono sempre essere valutate dal professionista con attenzione al singolo caso);
  • I requisiti essenziali di sicurezza secondo cui: “gli impianti sono installati, utilizzati e manutenuti in modo da salvaguardare le persone, gli animali e le cose da tutti i rischi di natura elettrica, chimica, termica e meccanica“, quali: contatti elettrici diretti, contatti elettrici indiretti, innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni innesco di esplosioni, fulminazione diretta ed indiretta, sovratensioni e altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.


La sussistenza dei requisiti di cui sopra può essere dimostrata dal professionista, fermo restando il rispetto della legislazione vigente all’atto della messa in esercizio dell’impianto, mediante la scelta oculata delle norme tecniche (europee e nazionali).

Dichiarazione di Rispondenza (DIRI) per impianti

I nostri tecnici specializzati sono in grado di supervisionare progetti e di offrire servizi, consulenze e soluzioni impiantistiche complete, fondate su indagini precise e rigorose, tali da permettere costantemente la massima efficienza dei sistemi progettati, con il minimo costo ed il minimo impatto energetico.
La Dichiarazione di Rispondenza è stata introdotta dal D.M. 37/08 ed è un documento sostitutivo della Dichiarazione di Conformità, prevista dalla Legge 46/90 e regolamentata dal D.P.R. 447/91, con lo scopo di andare a sanare dal punto di vista documentale quegli impianti in cui la Dichiarazione di Conformità non fosse presente o reperibile. Risulta quindi fondamentale la definizione dell’ambito temporale su cui può agire la Dichiarazione di Rispondenza, che riguarda i soli impianti realizzati tra la data dell’entrata in vigore del D.P.R. 447/91 (e contestuale nascita della Dichiarazione di Conformità) ed il 27/03/2008 (data dell’entrata in vigore del D.M. 37/08 con l’introduzione della Dichiarazione di Rispondenza). Gli impianti per i quali si intende rilasciare la dichiarazione di rispondenza devono essere realizzati secondo la Regola dell’Arte, ossia rispettano al momento della loro messa in servizio:

  • La legislazione vigente;
  • La normativa tecnica di settore;
  • Le regole di perizia (in rapporto a ciascun impianto, le cui particolarità devono sempre essere valutate dal professionista con attenzione al singolo caso);
  • I requisiti essenziali di sicurezza secondo cui: “gli impianti sono installati, utilizzati e manutenuti in modo da salvaguardare le persone, gli animali e le cose da tutti i rischi di natura elettrica, chimica, termica e meccanica“, quali: contatti elettrici diretti, contatti elettrici indiretti, innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni innesco di esplosioni, fulminazione diretta ed indiretta, sovratensioni e altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.


La sussistenza dei requisiti di cui sopra può essere dimostrata dal professionista, fermo restando il rispetto della legislazione vigente all’atto della messa in esercizio dell’impianto, mediante la scelta oculata delle norme tecniche (europee e nazionali).
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